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Fattura: i dati obbligatori in Italia e la checklist 2026

Cosa deve contenere una fattura secondo l'art. 21 del DPR 633/1972: dati obbligatori, numerazione, nota di credito, fattura semplificata, SdI e conservazione.

Team ClientllyAggiornato il 8 min di lettura

In sintesi

  • Ogni fattura deve riportare data, numero progressivo univoco, dati e partita IVA di chi vende, dati e partita IVA o codice fiscale del cliente, descrizione, imponibile, aliquota e imposta (art. 21 DPR 633/1972).
  • Tra soggetti stabiliti in Italia la fattura è elettronica e passa dallo SdI: se non ci passa o viene scartata, per il fisco non è mai stata emessa.
  • La fattura immediata si emette entro 12 giorni dall'operazione; la fattura differita, per le consegne con DDT o i servizi documentati, entro il 15 del mese successivo.
  • Una fattura sbagliata non si cancella: si corregge con una nota di credito che richiama l'originale ed eventualmente con una nuova fattura.
  • Fatture e scritture contabili si conservano per 10 anni, e quelle elettroniche vanno conservate a norma.
In questa pagina

In Italia una fattura valida deve dire chi vende cosa a chi, quando, a quale prezzo e con quanta IVA. L'elenco dei dati obbligatori è nell'articolo 21 del DPR 633/1972 (l'articolo 21-bis per la fattura semplificata). Tra soggetti residenti o stabiliti in Italia la fattura è elettronica: un file XML trasmesso tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate, che prima di consegnarla controlla proprio la presenza di questi dati.

I dati obbligatori della fattura (art. 21 DPR 633/1972)

#DatoA cosa serve
1Data di emissioneStabilisce in quale liquidazione IVA entra la fattura
2Numero progressivo che la identifichi in modo univocoDimostra che nessuna fattura manca o è doppia
3Ditta, denominazione o nome e cognome, residenza o domicilio di chi vendeIdentifica il fornitore; per i non residenti anche rappresentante fiscale o stabile organizzazione
4Partita IVA di chi vendeIndica chi addebita e versa l'IVA
5Ditta, denominazione o nome e cognome, residenza o domicilio del clienteIdentifica l'acquirente
6Partita IVA del cliente, numero IVA UE se è stabilito in un altro paese UE, oppure codice fiscale se è un privatoPermette all'Agenzia di abbinare l'operazione
7Natura, qualità e quantità dei beni e dei serviziDescrive cosa stai fatturando
8Data della cessione, della prestazione o del pagamento, se diversa dalla data di emissioneFissa il momento dell'operazione, per esempio nella fattura differita
9Corrispettivi e dati per determinare l'imponibile, compresi sconti, premi e abbuoniMostra come si arriva al totale
10Aliquota, ammontare dell'imponibile e dell'imposta, arrotondati al centesimo di euroPer ogni aliquota applicata
11Quando non c'è IVA, la dicitura «operazione non imponibile», «operazione esente», «operazione non soggetta» o «inversione contabile», con la norma di riferimentoSpiega perché l'IVA è zero
12Annotazione se la fattura è emessa dal cliente o da un terzo per conto del fornitoreChiarisce chi ha compilato il documento

Nella fattura elettronica servono anche il codice destinatario o la PEC del cliente, cioè l'indirizzo a cui lo SdI consegna il file, e il regime fiscale di chi emette. Per un cliente privato basta il codice fiscale, e di solito gli consegni anche una copia in PDF.

Alcuni casi particolari:

  • Forfettari: niente IVA, con la dicitura «Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014» e l'imposta di bollo da 2 € se l'importo supera 77,47 €.
  • Split payment: nelle fatture alla pubblica amministrazione e alle società da essa controllate esponi l'IVA, ma la versa il cliente direttamente all'Erario.
  • Pubblica amministrazione: la fattura elettronica è obbligatoria dal 31 marzo 2015, con regole tecniche proprie (DM 55/2013).

I dati facoltativi che ti fanno pagare

La legge non li richiede, ma i clienti pagano prima quando sono in fattura:

  • Una scadenza precisa («Scadenza 15 novembre 2026»), non solo «30 giorni data fattura»
  • L'IBAN e, per i clienti esteri, anche il codice BIC/SWIFT
  • Un link di pagamento online, così il cliente può pagare con carta in un minuto
  • Il numero d'ordine del cliente, che molte aziende richiedono prima di autorizzare il pagamento
  • Un referente per le domande sulla fattura
  • Le condizioni in caso di ritardo, per esempio gli interessi di mora

La nostra guida su come farti pagare prima copre tutto il resto, compresi i tuoi diritti in caso di ritardo.

Fattura elettronica e SdI: le date da conoscere

DalChiCosa cambia
31 marzo 2015Fornitori della pubblica amministrazioneFattura elettronica via SdI verso la PA
1° gennaio 2019Tutti i soggetti IVA residenti o stabiliti in ItaliaFattura elettronica via SdI tra imprese (B2B) e verso i consumatori (B2C)
1° luglio 2022Forfettari con ricavi 2021 oltre 25.000 €Fattura elettronica obbligatoria
1° luglio 2022Chi fa operazioni con l'esteroDati delle operazioni transfrontaliere via SdI in formato XML (esterometro)
1° gennaio 2024Tutti gli altri forfettariFattura elettronica obbligatoria
1° gennaio 2027TuttiSi applica il Testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026), con una nuova numerazione degli articoli da citare in fattura
1° luglio 2030Operazioni B2B tra paesi UEObblighi di comunicazione digitale previsti dal pacchetto europeo ViDA

Cosa sapere sullo SdI:

  • La fattura si considera emessa quando lo SdI rilascia la ricevuta di consegna o di impossibilità di recapito. Con una ricevuta di scarto la fattura non è mai stata emessa: correggi l'errore e reinviala, preferibilmente con la stessa data e lo stesso numero.
  • Lo SdI può impiegare da pochi minuti fino a 5 giorni per controllare e consegnare il file.
  • Il tuo cliente può detrarre l'IVA dalla data in cui lo SdI gli consegna la fattura.
  • Per le prestazioni sanitarie rese ai privati è vietato emettere la fattura elettronica via SdI.
  • Per l'invio puoi usare i servizi gratuiti dell'Agenzia delle Entrate (portale Fatture e Corrispettivi) oppure un software o un intermediario conforme alle specifiche tecniche.

Entro quando emettere la fattura

  • Fattura immediata: entro 12 giorni dal momento in cui l'operazione si considera effettuata.
  • Fattura differita: per le cessioni di beni accompagnate da documento di trasporto (DDT) e per i servizi documentati, effettuati nello stesso mese verso lo stesso cliente, puoi emettere una sola fattura con il dettaglio delle operazioni entro il 15 del mese successivo.
  • Vendite al dettaglio: nel commercio al minuto la fattura non è obbligatoria se il cliente non la chiede; registri l'incasso con il registratore telematico, che trasmette i corrispettivi all'Agenzia.

Come funziona la numerazione delle fatture

Il numero deve essere progressivo e identificare la fattura in modo univoco, così chi controlla vede che non ne manca nessuna. Le regole pratiche:

  • Dal 2013 non sei obbligato a ripartire da 1 ogni anno: puoi usare un'unica sequenza per tutti gli anni di attività, oppure ricominciare ogni anno (2026/1, 2026/2…), perché l'univocità è garantita anche dalla data (risoluzione 1/E del 2013).
  • Puoi usare serie distinte, per esempio per sede o per tipo di documento, purché ognuna sia progressiva e senza buchi.
  • Una fattura scartata dallo SdI non lascia un buco: la reinvii corretta, di norma con lo stesso numero e la stessa data.
  • Preventivi e fatture proforma non sono fatture e devono avere una numerazione a parte.

Come correggere una fattura: la nota di credito

Una fattura consegnata dallo SdI non si cancella e non si modifica. Se c'è un errore:

  1. Emetti una nota di credito (nota di variazione in diminuzione, art. 26 DPR 633/1972; tipo documento TD04 nella fattura elettronica) che richiama numero e data della fattura originale e la storna in tutto o in parte.
  2. Emetti, se serve, una nuova fattura con i dati corretti.
  3. Se invece l'imponibile o l'IVA aumentano, emetti una nota di debito (TD05).

Attenzione ai tempi: se la riduzione nasce da un nuovo accordo con il cliente, la variazione dell'IVA in diminuzione non è più possibile dopo un anno dall'operazione.

La fattura semplificata fino a 400 €

L'articolo 21-bis permette la fattura semplificata quando l'importo complessivo non supera 400 € (il limite è stato alzato da 100 € con il DM 10 maggio 2019). Basta indicare data, numero, dati e partita IVA di chi vende, il cliente anche solo con partita IVA o codice fiscale, la descrizione e il totale con l'IVA compresa. Nella fattura elettronica è il tipo documento TD07.

Non puoi usarla per le cessioni intracomunitarie né per le prestazioni a clienti esteri in inversione contabile (art. 21, comma 6-bis, lettera a).

Per quanto tempo conservare le fatture

  • 10 anni dalla data dell'ultima registrazione: lo prevede l'articolo 2220 del codice civile per le scritture contabili e per le fatture emesse e ricevute. Ai fini fiscali vanno tenute anche oltre, finché non sono definiti gli accertamenti su quell'anno.
  • Le fatture elettroniche vanno conservate a norma (art. 39 DPR 633/1972): un file salvato sul PC non basta. Puoi affidarti a un operatore certificato oppure aderire al servizio gratuito di conservazione dell'Agenzia delle Entrate nel portale Fatture e Corrispettivi.

7 errori in fattura che ritardano il pagamento

  1. Codice destinatario o PEC sbagliati: la fattura non arriva a chi deve pagarla.
  2. Partita IVA o codice fiscale del cliente errati, con il rischio di uno scarto dello SdI.
  3. Una descrizione generica come «Consulenza», senza periodo né riferimento all'ordine.
  4. Nessuna scadenza, o una scadenza che il cliente non ha mai accettato.
  5. IBAN mancante o non aggiornato.
  6. Fattura inviata settimane dopo la consegna, o una differita dimenticata oltre il 15 del mese.
  7. Totali che non tornano perché l'IVA è stata arrotondata riga per riga da una parte e sul totale dall'altra.

Checklist prima di inviare la fattura allo SdI

  • Data e numero sono corretti e la serie non ha buchi
  • Denominazione, indirizzo e partita IVA o codice fiscale del cliente corrispondono ai suoi dati
  • Il codice destinatario o la PEC del cliente sono inseriti
  • Ogni riga ha descrizione, quantità, prezzo unitario e aliquota IVA
  • Le righe senza IVA riportano la dicitura e la norma di riferimento
  • Il bollo da 2 € è indicato se la fattura è senza IVA e supera 77,47 €
  • Scadenza, IBAN e link di pagamento sono in fattura
  • Hai controllato la ricevuta dello SdI: consegnata, non scartata

Come lo gestisce Clientlly

Clientlly compila per te i dati che ripeti in ogni fattura: numerazione progressiva per serie, le aliquote IVA italiane, note di credito collegate alla fattura originale, il PDF nella lingua del tuo cliente, un link per il pagamento con carta e i solleciti automatici 3, 14 e 30 giorni dopo la scadenza. Vedi quando il cliente apre la fattura, le fatture ricorrenti partono da sole e i registri IVA delle vendite e degli acquisti si aggiornano a ogni documento. Scopri il modulo di fatturazione e la nostra guida all'IVA in Italia.

Domande frequenti

Quali sono i dati obbligatori di una fattura?

Secondo l'art. 21 del DPR 633/1972: data, numero progressivo univoco, dati e partita IVA di chi vende, dati del cliente con partita IVA o codice fiscale, natura, qualità e quantità di beni e servizi, imponibile, aliquota e imposta arrotondati al centesimo, e la dicitura con la norma quando l'IVA non si applica.

Entro quanti giorni va emessa la fattura?

La fattura immediata entro 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione. Per le consegne con DDT o i servizi documentati verso lo stesso cliente nello stesso mese puoi emettere una fattura differita entro il 15 del mese successivo.

Come si annulla una fattura elettronica già inviata?

Se lo SdI l'ha consegnata non si può cancellare: emetti una nota di credito (TD04) che richiama numero e data dell'originale e, se serve, una nuova fattura corretta. Se invece lo SdI l'ha scartata, la fattura non risulta emessa: correggila e reinviala.

Fino a che importo posso emettere la fattura semplificata?

Fino a 400 € di importo complessivo, come previsto dall'art. 21-bis del DPR 633/1972 e dal DM 10 maggio 2019. Non si può usare per le cessioni intracomunitarie né per le prestazioni a clienti esteri in inversione contabile.

Per quanti anni vanno conservate le fatture?

Per 10 anni dalla data dell'ultima registrazione, secondo l'art. 2220 del codice civile, e comunque finché non sono definiti gli accertamenti fiscali su quell'anno. Le fatture elettroniche vanno conservate a norma, per esempio con il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate.

Anche i forfettari devono emettere la fattura elettronica?

Sì. Dal 1° gennaio 2024 l'obbligo vale per tutti i forfettari (chi aveva ricavi oltre 25.000 € era già obbligato dal 1° luglio 2022). In fattura non c'è IVA, ma servono la dicitura del regime forfettario e il bollo da 2 € sopra 77,47 €.

Fonti

Collega i processi aziendali

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